Magico momento

MAGICO MOMENTO

 

Vele,

gonfie di vento,

fendono le onde del mare salato,

mentre ali di gabbiano

si lasciano trasportare

da correnti invisibili.

E il mio cuore,

leggero,

sfruttando la portanza

del magico momento,

si leva felice

tra le bianche nuvole

ad ubriacarsi

dell’azzurro del cielo.

 

AUTORE: MARIA  GRAZIA VERCESI

 

L'aquilone

L’AQUILONE

 

II venditore di aquiloni

non sa

che vende sogni.

Soltanto

un filo

li lega

alla mano

dell’uomo

che corre sulla battigia

e già cavalca il vento

mentre l’anima fugge

tra le nuvole.

 

AUTORE: ANNA MARIA FOLCHINI STABILE

 

Pioggia

PIOGGIA

 

Lacrimato il cielo da solchi

di pioggia lava

un paesaggio sbiadito

dai fantasmi del passato.

Singulti spezzati come sigilli

nel nero ventre

che si spoglia a sera.

Di indecifrabili segni scuri

il pianto quasi per vergogna

o per pudore macchia una busta.

E ceralacca cade

sulle parole per sempre.

Una goccia si svuota

nel cavo della mano.

Bastano poche ad aprire

le pozzanghere di una vita.

 

AUTORE: CARLA BREGA

 

La panchina

LA PANCHINA

 

Sulla panchina, spenti, ad aspettare

che il tempo scorra e sappia dove andare,

senza certezze, fermi, si sta così

tanto per stare, senza più parole

tra pianto,  noia e polvere di sole.

Le gambe stanche ed un cappotto liso,

un fazzoletto ad asciugare il viso,

a mendicare due soldi d’allegria,

ad inseguir con gli occhi dei pensieri,

cercando sogni nella borsa vuota

e un sorriso che questo limbo scuota,

sul viso d’un bambino in carrozzina,

tra giovani amori dal cuore ardente,

e nel petto il vuoto di case spente.

Lento è il giorno, si ferma se lo vuole,

quando son troppe l’ore e fanno male,

rosari infiniti di malinconia,

ed a contarle si è soli, da vecchi,

sulla panchina, come rami secchi.

 

AUTORE:  FRANCA MARIA CANFORA

 

C'era una volta

C’ERA UNA VOLTA

 

Ripenso ancora un vecchio ed un Bambino,

che insieme vanno, verso Montalino.

 

Era piccino il vecchio e sorridente

e sordo (non sentiva, forse, niente...)

 

ma, per quel bimbo, nulla ciò valeva.

“Conta una storia nuova”, egli insisteva,

Dai, conta. Conta! Conta! Conta! Conta!”

 

Lento e paziente, il vecchio favolava,

né pazienza o parola gli mancava.

 

E raccontava... (ed eravamo uno)

che fu soldato, e non uccise alcuno.

 

C’era la guerra, la trincea era dura,

c’era la guerra e non ebbe paura:

 

faceva il suo dovere di soldato,

(difendeva i confini dello stato!)

 

ma quel suo schioppo, troppo greve e antico,

io credo, non colpì mai un nemico.

 

“Còntane un’altra, una storia... inventata!”

E lui contava La bella addormentata:

 

in buona lingua e con il suo buon cuore,

diceva storie dove non si muore.

 

Dietro alla Rocca scivolava il sole:

al mondo c’eran due persone sole.

 

Eccoli ancora nel nuovo mattino

salire insieme verso Montalino.

 

Lui era il nonno,

ed io son quel bambino.

 

AUTORE:  BRUNO CIVARDI

 

“Per la capacità di raccontare una storia intensa nel breve arco di una poesia, lasciando immagini e ricordi vivi nella mente del lettore.  Il racconto di un tempo ormai passato che torna e riesce ancora a coinvolgere, con semplicità, senza retorica.

Una scrittura fluida con un buon ritmo che la accompagna fino alla fine della narrazione.

Una poesia capace di regalare un sorriso commosso.”

 

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